PIEDIMONTE MATESE – Usura ed estorsione ieri il processo a carico di Ruggiero Di Pietro, 62 anni, imprenditore nel settore del ferro in Piedimonte Matese. Di Pietro è finito sotto processo a seguito della denuncia fatta da Francesco Vinciguerra, titolare della fallita Casa del Tramezzino e della consorte Ferrante Maria. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti Di Pietro aveva prestato a partire dagli anni i quali lo 1998fino al 2001 centinaia di milioni delle vecchie lire a Vinciguerra in cambio di tassi usurari fino al 203%. Quando i coniugi Vinciguerra non hanno più potuto far fronte al pagamento dei debito, Di Pietro li avrebbe indotti a vendere un capannone industriale ad un prezzo stracciato (700 milioni di lire quando invece il perito del pubblico ministero Silvio Marco Guarriello lo ha valutato circa 1 miliardo di lire) e senza corrispondere tutto il dovuto (avrebbe corrisposto solo 400 milioni di lire). Dopo la vendita il Di Pietro avrebbe preteso dal Vinciguerra il pagamento di ulteriori 350 milioni di lire. Nell’udienza di ieri il pubblico ministero alla fine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione ed il pagamento di 5mila euro di multa. Sulla stessa linea hanno discusso i legali di parte civile per i coniugi Vinciguerra, gli avvocati Vincenzo Cortellessa e Iannazzo che hanno anche chiesto il risarcimento dei danni. Per la difesa è stato impegnato l’avvocato Alberto Martucci, per Di Pietro. Il Tribunale di S. Maria C.V., Seconda Sezione Collegio B, presieduto dal dottor Luigi Picardi, in accoglimento delle tesi difensive dell’avvocato Martucci, che ha dimostrato come molti assegni che il Vinciguerra ha dichiarato essere stati consegnati in pagamento furono incassati dallo stesso Vinciguerra, ha assolto Di Pietro Ruggiero perché il fatto non sussiste. attilio nettuno
