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ESCLUSIVA / VAIRANO PATENORA – Scandalo autovelox, il Pubblico Ministero chiede il rinvio a giudizio per 12 indagati. Si salva solo il preside Cortellessa

VAIRANO PATENORA  – Scandalo autovelox, il Pubblico Ministero, Silvio Marco Guarriello,vuole il rinvio a giudizio per 11 indagati. Si salva slo l’ex assessore Alessandro Cortelless che non partecipò alle sedute di giunta che autorizzavano l’autovelox. Era già in rotta con quell’amministrazione comunale per cui il pm ha ritenuto di dover archiviare la posizione del dirigente scolastico. Quindi, l’ex amministratore Alessandro Cortellessa – difeso dall’avvocato Vincenzo Cortellessa – arriverà all’udienza preliminare con una richiesta di archiviazione.

La Procura accusa l’ex giunta guidata dal sindaco Massimo Visco di aver affidato l’incarico per l’autovelox senza accertare le ragioni della reale convenienza per l’ente muncipale procurando un ingiusto vantaggio all’impresa valutato oltre i 193mila euro. Questa, in sintesi, l’accusa principale nei confronti degli indagati. Sono quindici in tutto le persone finite sotto accusa.Gli amministratori coinvoltiLe accuse della Procura rigurdano l’intera giunta municipale dell’epoca: Massimo Visco, Pasquale Zompa, Antonio Littera, Costantino Zoglio, Alessandro Cortellessa, Michele Di Benedetto, e Domenico De Luca.

I caschi bianchi – Nell’inchiesta finisce l’ex comandate dei vigili urbani, Pasquale Caputo e tutto il corpo dei caschi bianchi del comune vairanrese,  Vincenzo Cortellessa, Mario Testa,  Giulio Zompa, Maurizio D’Arezzo, Achielle De Angelis

L’impresa coinvolta – Secondo la Procura ad essere stata favorita sarebbe stata la ditta All Service di  Elvio D’Aria. L’accusaSecondo i magistrati sarebbe stata violato l’art 44  724\94 e l’articolo 537\93, perché i Pubblici Amminsitratori e Funzionari non accertavano le ragioni di convenienza e di pubblico interesse alla rinnovazione del contratto, non prevedevano una clausola di revisione periodica del prezzo, non acquisivano le forniture ed i servizi al miglior prezzo di mercato. In tal modo, tutti, determinavano intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale, in favore della indicata ditta affidataria del servizio, pari ad € 193.854,35 identificabile nei profitti conseguenti alla gestione dei servizi percepiti in virtù di un contratto illegittimamente affidato nonché determinavano per il Comune il vantaggio conseguente agli introiti patrimoniali uconseguenti al rilievo delle sanzioni pari ad € 776.349,00 nei rispettivi ruoli così come sopra indicati, in concorso fra loro con le condotte fraudolente indicate ai capi che precedono, impedivano la regolarità della gara pubblica in relazione all’affidamento dei servizi ed alla la fornitura della apparecchiatura elettronica, il servizio di assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento dell’infrazione, della fornitura del materiale fotografico, materiale di consumo e moduli verbali con ricevuta di ritorno, l’assistenza e la consulenza amministrativa per la stampa dei verbali e la ricerca dei dati per una pubblica amministrazione, servizi e fornitura da effettuarsi in favore del Comune, con l’aggravante di essere i soggetti per leggi preposti agli incanti ed alle licitazioni per il Comune con l’aggravante di aver commesso il reato per eseguire quelli indicati ai capi che precede e in violazione dei doveri di imparzialità e legalità connessi ad una pubblica funzione.

I difensori degli indagati sono Vincenzo Cortellessa, Ernesto De Angelis, Luca Geremia, Reanto Iappelli

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